FAME NERVOSA: come fare?

E' un comportamento piuttosto diffuso ed è senza ombra di dubbio uno dei meccanismi che inficiano la perdita di peso, mantenendo uno stato di frustrazione e di impotenza e contribuendo al circolo vizioso di emozioni negative che ne sono causa ed effetto in un groviglio difficile da sciogliere. Gli attacchi di fame nervosa sono situazioni che spiazzano, con cui alcuni accettano di convivere, mentre altri no. Ciò che è essenziale capire è che per “ridurre il senso di fame nervosa” non è necessario riempire lo stomaco, ma è essenziale lavorare sull’approccio al cibo: per comprendere come curare la fame nervosa si deve cercare la medicina dentro sé stessi.

Fame nervosa:   cosa  è
Dunque la fame nervosa è un comportamento pervasivo che fa in modo che scatti una sorta di black out (nel quale si mangiano cibi appetibili o meno senza gustarli) dal quale ci si “risveglia” nel momento in cui si prende atto di aver esagerato, o nel momento in cui si viene “interrotti” da qualche stimolo esterno, oppure nel momento in cui si sente lo stomaco tirare. È accompagnata da una valanga di sensi di colpa causati sia dalla consapevolezza che si è, nuovamente, “mandato all’aria” la dieta o il percorso di perdita di peso, sia dalla totale sensazione di inefficacia nel controllare questo impulso, sia dalla paura, quasi dal terrore, di non riuscire a “venirne fuori” e che quindi, prima o dopo, si ripresenterà un nuovo episodio.

Fame nervosa:   combatterla
Cerca di COMPRENDERE cosa “sta dietro”. Cercare soluzioni senza approfondire quale sia la causa è come voler uscire da un labirinto con una cartina che non sappiamo leggere e senza sapere dove siamo. Chiedere consiglio ad altre persone con lo stesso “problema” ma con radici e cause diverse spesso rischia di far trovare soluzioni inefficaci per la PROPRIA SITUAZIONE. Per comprendere come vincere la fame nervosa devi utilizzare le armi che hai tu, non le armi degli altri. Chiediti QUANDO e DOVE succede. Quando sei sola a casa? La sera? A lavoro perché ti annoi? Mentre studi? Prima di un pasto mentre prepari? Dopo una lite col fidanzato? Dopo uno screzio col capo? Valuta la tua alimentazione. Un’alimentazione carente (e non parlo solo di quantità, ma di rigida selezione delle fonti di alimenti) non è quasi mai la causa della fame nervosa (la fame può portare a cedere, senza dubbio, ma chi vive la dieta in modo sereno attua un autocontrollo che fa in modo di riuscire a tollerare la cosa), ma un senso di fame alla base può essere campanello non indifferente. Non mangi abbastanza? “Ok, ma se quel non mangiare abbastanza è la causa di perdite di controllo con un conseguente importante surplus calorico forse sarebbe meglio ridimensionare il deficit e “ricalibrare” il tutto, cercando magari fonti diverse. È meglio seguire una buona dieta al 100% che seguire un’ottima dieta al 50%.

Chiediti “come vedo il cibo?” “mi appaga?”. Spesso il cibo viene utilizzato per gestire emozioni o stati d’animo negativi, diventa un “mezzo”, appunto, perché alla base quando si mangia “non si mangia”, ovvero non si è lì ad apprezzare, gustare, annusare, viversi il momento del pasto. Si mangia solo per nutrirsi senza consapevolezza e amore. Impara a mettere testa, cuore e bocca nel momento in cui mangi: gusta il cibo, ritagliati il tempo per farlo. Mastica, assapora. Chiediti se ci sono motivazioni secondarie che fanno in modo di mantenere il problema. Spesso la fame emotiva o comunque un rapporto distorto col cibo sono meccanismi utilizzati come anestetico o come palliativo per evitare di affrontare situazioni difficili da cambiare il cui mantenimento porta però sofferenza. Chiediti se nel tuo passato il cibo è stato utilizzato come “sfogo” in diete molto restrittive. Spesso in un passato fatto della classica dieta -dal Lunedì al Sabato- e poi la “Domenica libera” il cibo veniva utilizzato per “sfogare” tutte le mancanze alimentari della settimana, e questo meccanismo può essersi “radicato” diffondendosi ad altre situazioni, essendo entrato a pieno titolo come mezzo compensatorio a stati di “mancanze”. “Appassionati di altro, apri la tua mente e trova appagamento in nuovi stimoli. Valuta le valvole di sfogo che hai nella tua vita. Se questo meccanismo perde l’equilibrio è molto facile cadere nel circolo vizioso della fame nervosa, da una parte per scaricare la frustrazione dovuta a giornate intense e totalmente prive di piaceri, dall’altra nell’utilizzarlo come fonte di (falso) appagamento immediata.

Il cibo non risolve e anzi peggiora: iscriviti in palestra, cerca nuovi amici e nuove passioni. Nutriti di altro. Cerca soluzioni efficaci da mettere in atto nel momento in cui senti quella sensazione, per non farti travolgere dall’ onda. Se ti sposti, l’onda non ti prende! Sii gentile con te stessa. Non ti fustigare ogni volta che mangi qualcosa che “non dovresti”. Hai mangiato qualcosa che non avresti dovuto? Hai scelto di farlo perché era buona, perché te l’hanno offerta, perché eri in una situazione positiva. Perdonati nell’ aver provato piacere, non logorarti o rischierai di far diventare una valanga un semplice sassolino. Nutri la tua autostima. Visualizza i tuoi punti di forza, lavora su di essi. Impara ad amare tutto ciò che è dentro e fuori di te. Questo ti potrebbe aiutare a far pace col cibo. Sai bene che spesso la fame nervosa è un modo più o meno conscio di farti del male. 

Stefano NiccolaiComment