Il Clenbuterolo

cosa è il clembuterolo

Il Clenbuterolo e un agonista dei recettori beta 2 adrenergici, promuove la lipolisi ed ha un effeto antiproteolitico.

Nei ratti trattati con quintali di clembuterolo si è evidenziato anche un incremento della sintesi proteica, indipendente dall’esercizio. La soglia massima del dosaggioè estremamente variabile su base individuale ed fondamentalmente determinata dal manifestarsi della tachicardia. Per mitigare l’effetto tachicardico, nonché l’ipereccitabilità di tutti i muscoli striati, la somministrazione di taurina, magnesio e potassio è una buona idea.

Peccato che la taurina abbia spiccati effetti antiossidanti, che compromettono l’efficacia dell’allenamento: direi che il magnesio al posto della taurina prima dell’allenamento sia un accettabile succedaneo della taurina. Da tenere presente che a qualsiasi dosaggio il clen, ed in genere i bet2 agonisti, provoca danno hai miociti cardiaci: strettamente parlando, qualsiasi elevazione del battito cardiaco provoca un danno del genere. Il clembuterolo provoca un’elevazione costante del battito cardiaco, ali limite tachicardia

La desensibilizzazione dei recettori adrenergici sopravviene in 10-15 giorni: sarebbero più efficaci cicli 10 giorni si e 15 no, anziché 2 si e 2 no, data la vita attiva di ca 72h del clembuterolo. Meno effetti collaterali di tipo tachicardico si ottengono con il salbutamolo che è più selettivo nella stimolazione dei recettori beta2 agonisti. Tenere conto che i beta 2 agonisti inibiscono in parte la secrezione di T-4 ( che poi converte a T3).

Per prolungare l’attività dei recettori bet2 agonista è efficace qualsiasi ammina simpatico mimetica (caffe’ ad esempio)che però stimolano il cortisolo nonché il ketoprofen (che può dare sonnolenza). Pare che lo yohimbe abbia proprietà proliferatrici dei recettori beta adrenergici: questo sarebbe particolarmente utile alle atlete, dal momento che gli estrogeni inibiscono la formazione di recettori beta adrenergici soprattutto nei glutei e nelle cosce. Da considerare anche che questa categoria di farmaci, inducono un maggiore rilascio di adrenalina e conseguentemente di cortisolo e non sempre il loro effetto anticatabolico è in grado di compensare quello catabolico causato dall’elevazione del cortisolo.

Andrea InfuntiComment